Bentornati al secondo appuntamento della nostra serie dedicata al Regolamento TR CU 012/2011. Questo documento disciplina la sicurezza delle apparecchiature per atmosfere esplosive. Oggi affrontiamo il cuore della classificazione tecnica la classificazione delle zone TR 012. Gli ingegneri e i progettisti devono comprendere bene queste regole. Solo così le aziende possono certificare un macchinario per il mercato eurasiatico. Infatti, un errore in questa fase compromette l’intero progetto export.
Definizioni Base: Ambiente e Zona Esplosiva
Il regolamento introduce due concetti fondamentali. Ogni esportatore deve padroneggiare queste definizioni per valutare correttamente i rischi.
Il primo concetto è l’ambiente esplosivo. La norma lo definisce come una miscela di sostanze infiammabili con l’aria in condizioni atmosferiche. Queste sostanze si presentano sotto forma di gas, vapore, nebbia, polvere, fibre o particelle volatili. La miscela possiede una caratteristica molto critica. Dopo un innesco, la fiamma si propaga in modo autonomo e continuo.
Il secondo concetto riguarda la zona esplosiva. Essa rappresenta una specifica porzione di spazio, chiusa oppure all’aperto. In questa area l’ambiente esplosivo esiste già. Oppure, esso ha la possibilità di formarsi in volumi pericolosi. Tale situazione richiede sempre l’adozione di speciali misure di protezione. I produttori applicano queste misure durante la progettazione, la fabbricazione e l’uso del macchinario.
La Suddivisione dei Rischi: Gas e Polveri
Applicare con rigore la Classificazione zone TR 012 rappresenta il passo cruciale per gli ingegneri. Questa operazione determina la scelta del corretto equipaggiamento protettivo per garantire la sicurezza. L’Allegato 1 della normativa stabilisce i criteri per suddividere queste aree di pericolo.
La legge valuta due fattori principali. I fattori sono la frequenza e la durata temporale dell’atmosfera esplosiva. Inoltre, il legislatore separa nettamente i rischi dei gas da quelli delle polveri.
Per gli ambienti con gas o vapori esplosivi, la norma prevede tre classi. I progettisti le identificano come Classe 0, Classe 1 e Classe 2. Invece, gli ambienti con polveri combustibili seguono una numerazione diversa. La normativa li classifica come Classe 20, Classe 21 e Classe 22.
Questi numeri indicano il livello di pericolo progressivo dell’area operativa. La corretta assegnazione della zona decide i successivi test di laboratorio sul prodotto. I laboratori accreditati verificano la resistenza del macchinario in queste specifiche condizioni estreme. Una zona 0 richiede accorgimenti costruttivi molto più severi rispetto a una zona 2.
Nei prossimi articoli approfondiremo ulteriormente questi concetti. Nel terzo capitolo faremo un importante passo avanti tecnico. Esamineremo nel dettaglio i tre Gruppi di Apparecchiature. Spiegheremo le differenze tra i macchinari per il settore minerario sotterraneo e le industrie chimiche di superficie. Continuate a seguire la nostra guida per padroneggiare ogni aspetto della direttiva eurasiatica. Così esporterete i vostri prodotti in totale sicurezza e conformità legale.