La certificazione merci UEEA in Russia potrà essere nuovamente effettuata anche quando i prodotti sono già stati importati nel Paese sulla base di un certificato di conformità rilasciato in un altro Stato dell’Unione Economica Eurasiatica e successivamente sospeso o dichiarato non valido sul territorio russo. La precisazione è stata fornita da Rosakkreditatsiya il 7 luglio 2026 e riguarda produttori e importatori che devono regolarizzare una partita di prodotti già presente nella Federazione Russa.
Ricertificazione senza una nuova importazione dei campioni
Secondo le indicazioni dell’autorità russa, l’impresa può richiedere un nuovo certificato di conformità rivolgendosi a un organismo di certificazione accreditato nella Federazione Russa.
I campioni necessari per le analisi e le prove di laboratorio possono essere prelevati direttamente dalla partita di merci già importata. Non è quindi necessario importare nuovamente dall’estero altri esemplari dello stesso prodotto esclusivamente ai fini della certificazione.
Il prelievo dei campioni dovrà comunque essere effettuato nel rispetto dello schema di certificazione applicabile alla categoria di prodotto interessata.
Quando non è richiesta una nuova dichiarazione doganale
Nel caso di una partita già introdotta nel territorio russo, non è necessario presentare una nuova dichiarazione doganale relativa ai prodotti utilizzati come campioni.
La semplificazione deriva dal fatto che i campioni vengono selezionati da merci che hanno già completato le procedure di importazione. Non è pertanto richiesta un’ulteriore prova dell’ingresso in Russia degli esemplari destinati ai test.
Il nuovo certificato verrà rilasciato con riferimento alla specifica partita di merci. La sua validità si estenderà esclusivamente alle quantità residue della partita precedentemente importata.
Il certificato non copre future spedizioni
È importante sottolineare che il certificato rilasciato secondo questa procedura non può essere utilizzato automaticamente per nuove forniture o per successive importazioni dello stesso prodotto.
La certificazione riguarda infatti una partita determinata e già presente in Russia. Eventuali nuove spedizioni dovranno seguire le normali procedure di valutazione della conformità previste dalla legislazione russa e dalle norme dell’Unione Economica Eurasiatica.
Le regole applicabili alle nuove importazioni
La situazione è diversa quando la partita di merci deve ancora essere importata dall’estero.
In questi casi, per ottenere la certificazione merci UEEA in Russia , l’importatore deve dimostrare l’effettivo ingresso nel Paese dei campioni destinati alle analisi di laboratorio.
La documentazione doganale assume quindi un ruolo essenziale. La dichiarazione doganale, oppure un altro documento utilizzato con la stessa funzione, deve consentire di identificare i prodotti introdotti in Russia come campioni o esemplari destinati alle prove.
Tale obbligo è collegato anche alle disposizioni dell’articolo 104 del Codice doganale dell’Unione Economica Eurasiatica.
Rischio di invalidità del certificato
L’assenza della documentazione doganale richiesta può determinare il riconoscimento dell’invalidità del certificato di conformità.
Il riferimento normativo è contenuto nei punti 10 e 18 delle Regole sulla sospensione, il ripristino e la cessazione della validità dei certificati di conformità, nonché sul loro riconoscimento come non validi. Le regole sono state approvate con il decreto del Governo della Federazione Russa n. 936 del 19 giugno 2021.
Cosa devono fare produttori e importatori
Le aziende interessate dovrebbero verificare innanzitutto lo stato del certificato utilizzato per l’importazione e controllare se la relativa validità sia stata sospesa o cessata in Russia.
Successivamente sarà necessario rivolgersi a un organismo di certificazione russo, identificare la partita ancora disponibile e organizzare il prelievo dei campioni secondo lo schema previsto.
La procedura chiarita da Rosakkreditatsiya consente quindi di regolarizzare le merci già importate senza sostenere i costi e le tempistiche legati a una nuova spedizione di campioni dall’estero.
Prima di procedere, è comunque consigliabile verificare con l’organismo di certificazione e con il rappresentante doganale la documentazione necessaria per il caso specifico, considerando la tipologia di prodotto, il regolamento tecnico applicabile e lo stato del precedente certificato.