Posso utilizzare i test interni della mia azienda per dimostrare la conformità EAC?

Quando un’azienda europea pianifica l’esportazione di macchinari, dispositivi elettrici o prodotti di consumo verso i mercati dell’Unione Economica Eurasiatica (EAEU – che comprende Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan), si scontra inevitabilmente con una burocrazia diversa dalla nostra, burocrazia che prevede anchendelle prove di laboratorio. Molti fabbricanti possiedono già moderni laboratori interni di prova in Europa e si pongono una domanda cruciale: è possibile sfruttare i propri test interni conformità eac per ottenere i documenti di certificazione validi per lo sdoganamento senza dover ripetere i collaudi nell’ex area CSI?

La risposta a questa domanda non è univoca: dipende strettamente dalla tipologia di prodotto, dal Regolamento Tecnico (TR TS / TR EAEU) applicabile e, soprattutto, dallo schema di valutazione (Certificazione o Dichiarazione) prescelto. In questo articolo tecnico analizziamo nel dettaglio quando i rapporti di prova di fabbrica sono legalmente accettati e quando, invece, è obbligatorio ricorrere a un laboratorio terzo accreditato.

1. Il principio cardine dell’Unione Eurasiatica: proprie prove vs. terza parte

L’architettura normativa eurasiatica suddivide le prove di laboratorio in due grandi famiglie metodologiche:

  1. Dichiarazione basata su “proprie prove” (на основании собственных доказательств): in questo regime, il legislatore consente al fabbricante (o al suo rappresentante autorizzato) di assumersi la piena responsabilità tecnica della conformità, accettando i rapporti di prova emessi dai laboratori interni del produttore (factory test reports).
  2. Valutazione con il coinvolgimento di una “terza parte” (с участием третьей стороны): in questo secondo caso, la legge stabilisce che la sicurezza del prodotto non può essere autocertificata. Le prove devono essere condotte tassativamente da un laboratorio di prova accreditato e registrato nel Registro Unico degli enti di certificazione e dei laboratori dell’Unione Eurasiatica.

2. Quando sono ammessi i test interni conformità eac?

L’utilizzo dei rapporti di prova eseguiti presso la sede del produttore è consentito esclusivamente nell’ambito del Dichiarazione di Conformità EAC e limitatamente a specifici schemi procedurali.

Gli schemi di Dichiarazione 1d e 2d

Se il vostro prodotto è soggetto a Dichiarazione EAC e il regolamento tecnico applicabile ammette gli schemi 1d (per la produzione di serie) o 2d (per un singolo lotto), allora la risposta è sì: potete utilizzare i test interni conformità eac come prova primaria.

In questo scenario, l’iter di conformità si articola così:

  • Il fabbricante esegue i test secondo le norme applicabili presso la propria struttura.
  • Viene redatto un rapporto di prova interno (test report).
  • Il Rappresentante Autorizzato locale (Richiedente eurasiatico) inserisce questo rapporto nel fascicolo delle prove tecniche (prove proprie) e registra la Dichiarazione EAC sul portale statale telematico assumendosi in toto la responsabilità.

Esempi pratici di applicazione dei test interni

  • Macchinari industriali generici (TR TC 010/2011): molte macchine non destinate a siti industriali pericolosi o non incluse nell’elenco di certificazione obbligatoria possono essere dichiarate con lo schema 1d o 2d, basandosi sui test del produttore.
  • Dispositivi elettronici e compatibilità elettromagnetica (TR TC 020/2011): i dispositivi elettronici non domestici e non destinati a PC possono sfruttare lo schema 1d/2d per la compatibilità elettromagnetica

3. Quando i test interni conformità eac sono vietati o insufficienti?

Esistono confini legali invalicabili oltre i quali i collaudi interni della vostra azienda perdono qualsiasi valore legale ai fini dello sdoganamento.

Gli schemi di Dichiarazione 3d, 4d e 6d

Anche rimanendo nel campo della Dichiarazione di Conformità, molti regolamenti tecnici impongono l’utilizzo degli schemi 3d, 4d o 6d per i prodotti considerati a maggior rischio.

Per questi schemi, le prove devono essere eseguite esclusivamente presso un laboratorio accreditato dell’Unione Eurasiatica. I vostri test interni conformità eac non sono considerati prove sufficienti e la dogana respingerà qualsiasi dichiarazione registrata senza un rapporto di prova proveniente da un laboratorio autorizzato inserito nel Registro Unico.

Il regime di Certificazione EAC Obbligatoria (Schemi “c”)

Se il vostro prodotto ricade nell’elenco dei beni soggetti a Certificazione EAC obbligatoria (come le apparecchiature domestiche sotto il TR TS 004/2011 o i dispositivi antideflagranti sotto il TR TS 012/2011), l’uso dei test di fabbrica per dimostrare la conformità è totalmente vietato.

Tutti gli schemi di certificazione (es. 1c per la serie, 3c per i lotti) richiedono tassativamente:

  1. Il prelievo ufficiale dei campioni da parte dell’organismo di certificazione.
  2. L’esecuzione dei test di conformità presso una struttura di prova accreditata eurasiatica.

4. Il valore dei test di fabbrica come “documentazione di supporto”

Sebbene non possano sostituire i test ufficiali nei casi di certificazione obbligatoria (schemi “c”) o di dichiarazione assistita (schemi 3d/4d/6d), i vostri rapporti di prova europei non sono inutili.

Essi devono essere obbligatoriamente inclusi nel fascicolo tecnico come “materiali di prova supplementari”. Presentare test report europei di alto livello (come i certificati emessi da enti notificati europei, marchi di qualità VDE, KEMA, IMQ o prove interne strutturate) offre importanti vantaggi pratici:

  • Riduzione del rischio di bocciatura: l’ente di certificazione eurasiatico utilizzerà i vostri test come linea guida, riducendo drasticamente la probabilità che i campioni falliscano i collaudi distruttivi nei laboratori russi.
  • Analisi dei rischi semplificata: agevola il lavoro dei progettisti eurasiatici nella stesura del Fascicolo di Valutazione dei Rischi (Оценка рисков), un documento obbligatorio per l’esportazione

5. I requisiti minimi di un test report per essere accettato come “prova propria”

Se intendete utilizzare i vostri test interni conformità eac per gli schemi 1d e 2d, il vostro rapporto di prova non può essere una semplice scheda di collaudo informale. Ai sensi dei regolamenti eurasiatici, il protocollo di prova (Протокол испытаний) deve essere un documento formale e deve contenere:

  • Identificazione chiara: numero univoco del protocollo, data di emissione e firma del responsabile del laboratorio di fabbrica.
  • Dati della struttura: nome e indirizzo del laboratorio di prova interno del fabbricante.
  • Caratteristiche del campione: denominazione esatta del prodotto, modello, specifiche geometriche o elettriche e tracciabilità del lotto testato.
  • Metodologia applicata: indicazione esatta degli standard internazionali (es. norme ISO, IEC, EN) o nazionali applicati per i metodi di prova.
  • Valori riscontrati: elenco dettagliato dei parametri testati, con il confronto diretto tra i valori effettivi misurati e i limiti di tolleranza previsti dalla legge.

In conclusione, la pianificazione doganale e un’accurata classificazione del prodotto vi permetteranno di capire se la vostra azienda può beneficiare della semplificazione burocratica dei test interni, riducendo i tempi di sdoganamento e tagliando drasticamente i costi di laboratorio nell’Unione Eurasiatica.

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