I campioni abbigliamento EAC rappresentano uno degli aspetti più delicati nella gestione della conformità dei prodotti tessili destinati ai Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (EAEU), composta da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan.
La classificazione dell’abbigliamento in funzione del livello di contatto con la pelle influenza infatti le verifiche di sicurezza e le prove di laboratorio richieste. Allo stesso tempo, la corretta selezione dei campioni può incidere in modo significativo sui tempi, sui costi e sulla gestione complessiva della pratica EAC. Testo incollato
Per l’abbigliamento destinato agli adulti il riferimento principale è il TR CU 017/2011, mentre per i prodotti destinati a bambini e adolescenti si applica il TR CU 007/2011.
In questa guida analizziamo:
- la classificazione dell’abbigliamento per strati;
- i principali criteri utilizzati nelle prove di laboratorio;
- come vengono individuati i campioni rappresentativi;
- le differenze operative tra Certificazione EAC e Dichiarazione EAC;
- le principali cautele nella spedizione dei campioni.
1. Classificazione dell’abbigliamento per strati
La normativa eurasiatica distingue i prodotti tessili anche in funzione del grado e della durata del contatto con la pelle. Nel testo originario la suddivisione è articolata in tre livelli principali. Testo incollato
1° strato: contatto diretto con la pelle
Rientrano generalmente nel primo strato i prodotti destinati a un contatto diretto e prolungato con la superficie corporea, ad esempio:
- biancheria intima;
- corsetteria;
- pigiami;
- costumi da bagno;
- calzetteria a diretto contatto con la pelle;
- alcuni prodotti per neonati e bambini.
Per questa tipologia di prodotti i requisiti igienico-sanitari e chimico-biologici assumono particolare importanza, proprio a causa del contatto diretto con la pelle.
2° strato: contatto limitato o mediato
Il secondo strato comprende normalmente capi indossati sopra la biancheria intima o comunque caratterizzati da un contatto meno diretto con la pelle.
Possono rientrare, a seconda della costruzione e della destinazione d’uso:
- camicie;
- magliette;
- felpe;
- pantaloni;
- gonne;
- abiti;
- maglieria.
3° strato: abbigliamento esterno
Il terzo strato comprende invece i capi destinati prevalentemente alla protezione dall’ambiente esterno, come:
- cappotti;
- giubbotti;
- piumini;
- impermeabili;
- tute da neve;
- altri capispalla.
La classificazione concreta deve comunque essere verificata considerando tipologia del capo, struttura, destinazione d’uso, fascia d’età e regolamento applicabile.
2. Prove di laboratorio per abbigliamento EAC
Il livello di contatto con la pelle può influenzare anche la metodologia di prova utilizzata dai laboratori.
Nel testo tecnico di riferimento vengono distinti test in ambiente acquoso e test in ambiente aereo, in funzione della tipologia e dello strato del prodotto. Testo incollato
Prove in ambiente acquoso
Per determinate categorie di prodotti a contatto diretto o relativamente stretto con la pelle, le prove possono riguardare l’estrazione di determinate sostanze in ambiente acquoso.
Tra i parametri che possono essere oggetto di verifica rientrano, in funzione del prodotto e dello standard applicabile:
- presenza o migrazione di sostanze chimiche;
- igroscopicità;
- permeabilità all’aria;
- solidità del colore;
- comportamento del materiale al sudore;
- altri parametri igienico-sanitari.
Prove in ambiente aereo
Per alcuni capi appartenenti agli strati più esterni, la verifica può invece riguardare la presenza o l’emissione di sostanze volatili nell’ambiente di prova. Testo incollato
La metodologia applicabile non deve però essere determinata sulla base dello strato soltanto: è sempre necessario verificare il prodotto concreto, la composizione, l’età dell’utilizzatore, il regolamento applicabile e lo standard di prova previsto.
3. Certificazione EAC e Dichiarazione EAC: cosa cambia per i campioni
La modalità di gestione dei campioni dipende anche dalla procedura di valutazione della conformità applicabile.
Nel testo originario viene correttamente distinta la gestione dei campioni tra procedure di Certificazione EAC e Dichiarazione EAC, ma questa distinzione non deve essere interpretata come una regola automatica basata esclusivamente sullo strato del capo. Testo incollato
Campioni per la Certificazione EAC
Quando il prodotto è soggetto a Certificazione EAC, il campionamento può richiedere l’intervento formale dell’Organismo di Certificazione o di un soggetto incaricato.
La procedura può comprendere:
- identificazione dei prodotti;
- selezione dei campioni;
- redazione del verbale di campionamento;
- sigillatura o identificazione dei campioni;
- invio al laboratorio incaricato.
Il campione deve essere chiaramente riconducibile al prodotto oggetto della certificazione.
Campioni per la Dichiarazione EAC
Nel caso della Dichiarazione EAC, la selezione dei campioni può seguire modalità diverse a seconda dello schema dichiarativo e della procedura adottata.
Il fabbricante, l’Applicant o il soggetto coinvolto nella pratica deve comunque assicurare che i campioni siano rappresentativi dei prodotti dichiarati.
Le prove vengono quindi utilizzate come parte delle evidenze documentali a supporto della Dichiarazione EAC.
4. Come scegliere i campioni rappresentativi
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare ogni modello, colore o taglia come un prodotto completamente indipendente.
In molti casi è possibile raggruppare prodotti omogenei in famiglie rappresentative, ma questa valutazione deve essere effettuata tecnicamente e non può basarsi su un solo parametro. Il testo originale identifica correttamente la composizione delle fibre come uno dei criteri importanti.
Composizione delle fibre
La composizione percentuale del materiale rappresenta uno dei principali criteri di valutazione.
Prodotti realizzati con composizioni differenti possono richiedere campioni o prove differenti.
Tuttavia, la stessa composizione percentuale non significa automaticamente che un solo campione sia sufficiente per tutti i modelli.
Colori, tinture e trattamenti
Particolare attenzione deve essere prestata a:
- colorazioni scure;
- tinture particolari;
- trattamenti superficiali;
- denim;
- stampe;
- finissaggi speciali.
Queste caratteristiche possono incidere sui risultati delle prove, in particolare sui parametri relativi alla solidità del colore e alla presenza di determinate sostanze.
Struttura e destinazione d’uso
Devono essere considerati anche:
- tipo di tessuto;
- costruzione del capo;
- presenza di fodere;
- accessori;
- destinazione d’uso;
- fascia d’età;
- strato di appartenenza.
Quanti campioni servono?
Non esiste un numero universale valido per tutte le pratiche.
La quantità deve essere determinata in funzione di:
- prove richieste;
- quantità di materiale necessaria al laboratorio;
- eventuale natura distruttiva delle prove;
- numero di famiglie omogenee;
- schema di certificazione o dichiarazione;
- istruzioni dell’Organismo di Certificazione e del laboratorio.
Per questo motivo è consigliabile definire prima della spedizione il piano di campionamento con il soggetto che gestisce la pratica.
5. Spedizione dei campioni ai laboratori EAEU
La spedizione dei campioni destinati alle prove di conformità deve essere gestita con particolare attenzione.
Nel testo originario viene evidenziata correttamente la necessità di garantire la tracciabilità dei campioni e della relativa documentazione doganale. Testo incollato
È quindi opportuno verificare preventivamente:
- modalità di importazione dei campioni;
- documentazione commerciale e doganale;
- quantità;
- valore dichiarato;
- destinazione d’uso;
- destinatario;
- eventuali indicazioni dell’Organismo di Certificazione o del laboratorio.
Una gestione non corretta della spedizione può creare ritardi nell’esecuzione delle prove e nella successiva emissione dei documenti di conformità.
6. Tabella riepilogativa: strati, prove e campionamento
| Strato | Esempi di prodotti | Aspetti di prova | Campionamento |
|---|---|---|---|
| 1° strato | Intimo, pigiami, corsetteria, costumi, calzetteria a diretto contatto con la pelle. | Particolare attenzione ai requisiti igienico-sanitari, chimici e biologici previsti dagli standard applicabili. | Il campionamento dipende dal prodotto, dalla fascia d’età, dal regolamento e dallo schema di valutazione della conformità. |
| 2° strato | Camicie, magliette, felpe, pantaloni, gonne, abiti e maglieria. | Prove determinate in funzione di composizione, struttura, colore, destinazione d’uso e standard applicabile. | Possibile raggruppamento in famiglie omogenee, previa verifica della rappresentatività dei campioni. |
| 3° strato | Cappotti, giubbotti, piumini, impermeabili e altri capispalla. | Verifiche determinate dal prodotto e dagli standard applicabili, comprese eventuali prove relative alle sostanze volatili. | Numero e tipologia dei campioni devono essere concordati con laboratorio e Organismo di Certificazione. |
7. Perché la corretta selezione dei campioni è importante
La gestione dei campioni abbigliamento EAC non è soltanto un adempimento di laboratorio.
Una selezione corretta consente di:
- evitare prove duplicate;
- ridurre il rischio di inviare campioni non rappresentativi;
- limitare costi non necessari;
- gestire più efficacemente collezioni composte da numerosi modelli;
- ridurre il rischio di ritardi nella pratica di conformità.
L’obiettivo non deve essere semplicemente quello di inviare il minor numero possibile di campioni, ma di individuare un campionamento tecnicamente rappresentativo dell’intera gamma di prodotti oggetto della pratica.
8. TR CU 017/2011 e TR CU 007/2011: attenzione alle differenze
È importante non applicare automaticamente agli articoli per bambini le stesse regole utilizzate per l’abbigliamento adulto.
Il TR CU 017/2011 disciplina i prodotti dell’industria leggera destinati agli adulti, mentre il TR CU 007/2011 contiene requisiti specifici per prodotti destinati a bambini e adolescenti.
La fascia d’età può incidere su:
- requisiti di sicurezza;
- prove applicabili;
- limiti ammessi;
- forma di valutazione della conformità;
- quantità e tipologia dei campioni.
Per questo motivo, prima di programmare le prove di laboratorio, è necessario classificare correttamente prodotto, strato, composizione, fascia d’età e destinazione d’uso.
9. Come può aiutarti Gost Standard
La corretta gestione dei campioni è uno degli aspetti più importanti di una pratica EAC per il settore tessile.
Gost Standard può assistere il produttore nella:
- classificazione dei capi;
- verifica del Regolamento Tecnico applicabile;
- distinzione tra Certificazione EAC e Dichiarazione EAC;
- individuazione delle famiglie omogenee;
- definizione dei campioni rappresentativi;
- organizzazione delle prove di laboratorio;
- predisposizione della documentazione necessaria alla pratica.
Prima di spedire campioni verso Russia, Kazakhstan o altri Paesi EAEU è quindi consigliabile verificare preventivamente quali campioni servono realmente e quali prove devono essere eseguite.