Regolamento TR CU 021: introduzione alla sicurezza dei prodotti alimentari nell’Unione Doganale EAC.

Il Regolamento TR CU 021/2011, ufficialmente denominato “Sulla sicurezza dei prodotti alimentari” è la normativa generale fondamentale che stabilisce i requisiti obbligatori per l’immissione e la circolazione di tutti i prodotti alimentari sul mercato dell’Unione Doganale Eurasiatica. In questo primo articolo della nostra serie dedicata all’EAC per l’alimentare, analizzeremo il campo di applicazione, le esclusioni e i principi di identificazione previsti da questa direttiva.

Il Regolamento TR CU 021 e il suo Campo di Applicazione

Affinché un prodotto alimentare possa essere immesso liberamente sul mercato eurasiatico, deve rispettare non solo i requisiti di questo specifico regolamento, ma anche quelli di altre normative tecniche applicabili, come ad esempio il TR CU 022/2011 che norma la marcatura e l’etichettatura. Una volta superata con successo la procedura di valutazione della conformità, il prodotto dovrà essere obbligatoriamente contrassegnato con il marchio unico di circolazione sul mercato, il marchio EAC.

Quali prodotti e processi rientrano nella normativa?

Gli oggetti principali di regolamentazione tecnica previsti dal regolamento si dividono in due macro-categorie fondamentali:

  • I prodotti alimentari pronti per il consumo o destinati a successive lavorazioni.
  • I processi direttamente associati ai requisiti di sicurezza alimentare, ovvero: la produzione (fabbricazione), la conservazione, il trasporto logistico, la commercializzazione (vendita) al dettaglio o ingrosso e, infine, lo smaltimento degli alimenti.

Le Esclusioni: quando non si applica la normativa?

Il regolamento stabilisce in modo chiaro quali attività rimangono fuori dal suo raggio d’azione. I requisiti non si applicano ai prodotti alimentari realizzati dai cittadini in condizioni domestiche o in allevamenti privati. Inoltre, sono esclusi dal regolamento tutti i processi di produzione, stoccaggio, trasporto e smaltimento di quegli alimenti destinati esclusivamente al consumo personale (e quindi non destinati alla vendita sul territorio dell’unione doganale), così come la coltivazione di colture agricole o l’allevamento di animali produttivi che avvengono in condizioni naturali.

Definizioni Chiave e Identificazione dei Prodotti

Per classificare correttamente le merci, definire l’iter di certificazione e applicare le giuste procedure doganali, la norma introduce specifiche definizioni tecniche e regole precise.

Le definizioni più importanti per l’export EAC

Tra le definizioni più rilevanti per determinare la corretta via per l’export e l’applicazione dei regolamenti tecnici troviamo:

  • Prodotti alimentari specializzati (o specialistici) : Si tratta di prodotti per i quali la composizione è stata modificata rispetto al contenuto naturale o per i quali il produttore dichiara esplicitamente proprietà terapeutiche, dietetiche o preventive.
  • Prodotti alimentari per l’infanzia: Alimenti specializzati destinati all’alimentazione dei bambini (dalla prima infanzia 0-3 anni, fino all’età scolare oltre i 6 anni), creati per rispondere alle specifiche esigenze fisiologiche del loro organismo senza arrecare alcun danno alla salute infantile.
  • Prodotti alimentari per sportivi: Alimenti caratterizzati da una composizione chimica predefinita e un elevato valore nutrizionale, mirati a incrementare le capacità di adattamento dell’organismo umano a forti carichi fisici e psico-emotivi.

I 4 metodi di identificazione degli alimenti

Per determinare con certezza se un prodotto alimentare rientri tra gli oggetti soggetti a questo regolamento tecnico, gli operatori interessati devono effettuare un processo formale di “identificazione”. Secondo la normativa, questa procedura può avvenire in base a quattro metodi successivi e complementari:

  1. Metodo per denominazione: Si confronta il nome e la destinazione d’uso indicati sull’etichetta (o sui documenti di accompagnamento) con i nomi definiti nel testo del regolamento.
  2. Metodo visivo: Si paragona l’aspetto esteriore del prodotto alimentare con i segni esposti nelle descrizioni normative standard.
  3. Metodo organolettico: Qualora l’identificazione nominale e visiva non fossero sufficienti, si valutano gli indicatori organolettici (odore, sapore, consistenza), confrontandoli con le caratteristiche tipiche di quel determinato alimento.
  4. Metodo analitico: Costituisce la risorsa finale nel caso in cui i metodi precedenti falliscano. Prevede la verifica, tramite accurati test di laboratorio, della conformità degli indicatori chimico-fisici e microbiologici del prodotto.

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