Federazione Russa e ingresso nel WTO: Impatti e Conseguenze

L’adesione della Federazione Russa all’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha generato un acceso dibattito, soprattutto prima della crisi in Ucraina. Esperti e analisti hanno discusso a lungo i benefici e le sfide legate a questa importante decisione. In questo articolo, analizziamo l’impatto dell’ingresso della Russia nel WTO, le modifiche alle normative tecniche e sanitarie, nonché le ripercussioni sulla Comunità Economica Eurasiatica (EurAsEC).

L’Adesione della Russia al WTO: Cosa Cambia?

Dal 22 agosto 2012, la Federazione Russa è ufficialmente il 156° membro del WTO. Con l’ingresso nell’organizzazione, la Russia si è impegnata a ridurre i dazi medi di importazione dal 13,2% al 10,8%, favorendo così l’accesso a beni esteri a costi più competitivi per i consumatori. Tuttavia, è stato stabilito un periodo transitorio fino al 2020 per l’implementazione completa delle riduzioni tariffarie, con prioritaria applicazione ai prodotti di maggiore rilevanza economica per il Paese.

Riduzione delle Tariffe Doganali: Settori Interessati

Ecco alcuni esempi delle modifiche tariffarie previste:

  • Carni: Il dazio sulle carni suine importate entro i limiti dei contingenti prefissati è stato ridotto dallo 15% a zero. Per i prodotti a base di carne lavorata, il dazio all’importazione è sceso al 20%, con un valore doganale minimo di 0,4 €/kg. I bovini riproduttori di razza pura possono ora essere importati in esenzione daziaria, mentre altri bovini sono soggetti a una tariffa del 5%.
  • Pollame e Latticini: Il dazio doganale per il pollame vivo è fissato al 5%. Per il burro, la tariffa è rimasta al 15%, ma con una riduzione del valore minimo da 0,4 €/kg a 0,29 €/kg. Anche le tariffe sui formaggi sono state riviste al ribasso: per i formaggi non stagionati con oltre il 40% di grassi, il dazio è sceso al 15% (minimo 0,25 €/kg). Per formaggi pregiati come Camembert e Brie, il dazio è del 15% (minimo 0,3 €/kg), contro il precedente 15% con soglia minima di 0,6 €/kg.
  • Alcolici: Entro tre anni dall’adesione, la Russia ha previsto una riduzione del dazio sulle bevande alcoliche da 2 €/litro a 1,5 €/litro. Anche le tariffe su birra, vino, champagne e vermouth subiranno un calo significativo.

Normative Sanitarie e Fitosanitarie: Obblighi e Restrizioni

L’adesione al WTO impone alla Russia di adottare normative sanitarie e fitosanitarie basate su standard scientifici internazionali, per garantire la sicurezza dei prodotti importati ed evitare discriminazioni ingiustificate. Tra le misure più rilevanti:

  • Certificazioni sanitarie e fitosanitarie dovranno essere basate su evidenze scientifiche e valutazioni del rischio.
  • Eventuali modifiche alle normative SPS (Sanitary and Phytosanitary Standards) dovranno essere notificate agli altri membri del WTO.
  • Queste regole dovrebbero ridurre le barriere commerciali per esportatori statunitensi di carne e pollame, storicamente ostacolati da restrizioni russe.

Tuttavia, la Russia ha adottato alcune misure restrittive in contrasto con gli obblighi del WTO. Un esempio è il divieto imposto nel 2013 sulle importazioni di carne contenente ractopamina, un additivo utilizzato negli Stati Uniti per stimolare la crescita degli animali. Questa decisione ha bloccato esportazioni americane per un valore di circa 500 milioni di dollari, favorendo fornitori alternativi come il Brasile.

Protezione del Settore Agricolo e Industriale Russo

Nonostante gli impegni presi con l’adesione al WTO, la Russia continua a proteggere i propri settori agricoli e industriali attraverso misure tariffarie:

  • Il dazio sulle attrezzature agricole è stato aumentato dopo l’adesione, invece di essere ridotto.
  • L’Unione Doganale tra Russia, Kazakistan e Bielorussia ha imposto un dazio del 27,5% sui mietitori di grano, in vigore dal 5 luglio 2013.
  • Sono stati mantenuti alti oneri doganali e commissioni per le operazioni di importazione.

Conclusioni

L’ingresso della Russia nel WTO ha rappresentato una svolta significativa per l’economia del Paese, con impatti rilevanti sulle politiche tariffarie, sulla regolamentazione sanitaria e sulla protezione del mercato interno. Mentre la riduzione dei dazi ha favorito alcuni settori, le restrizioni imposte su specifiche importazioni e la protezione dei produttori nazionali mostrano un atteggiamento cauto e selettivo nell’apertura al commercio globale.

L’adesione al WTO comporta sia opportunità che sfide per la Russia, e l’evoluzione delle normative nei prossimi anni sarà cruciale per determinare il reale impatto di questa scelta sulle relazioni commerciali internazionali del Paese.

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