La conformità dei prodotti nella comunità Euroasiatica.

Le cosiddette “barriere non tariffarie” costituiscono sovente degli adempimenti e degli oneri a carico delle aziende che rallentano e talvolta paralizzano, gli scambi tra i paesi.

Tra queste barriere dette appunto “non tariffarie” un ruolo importante è sicuramente occupato dalle normative che uno stato impone per la realizzazione di prodotti e/o servizi in osservanza a leggi e regolamenti promulgati a salvaguardia e a tutela della salute pubblica comunemente conosciuti con il nome di “Certificazioni di Conformità per la comunità Euroasiatica“.

Le procedure per l’ottenimento di tali certificazioni differiscono talvolta ampiamente sia nella metodologia per l’ottenimento sia talvolta anche nei formalismi per l’ottenimento.

Si pensi ad esempio alle misurazioni che in alcuni paesi si hanno alcune unite di misura diverse rispetto ad altri (si pensi al caso Europa – America).

L’omologazione dunque tra gli stati dei processi per la metodologia per l’ottenimento e dunque il mutuo riconoscimento delle certificazioni di conformità rilasciate per prodotti o servizi (siano essi importati o internamente realizzati) costituisce uno dei punti più importanti per la realizzazione di accordi commerciali o di libero scambio tra paesi.

Significa di fatto poter affermare che il prodotto “a” realizzato nello Stato “A” è stato progettato e realizzato in maniera conforme alla normativa vigente nello Stato “Y” e dunque liberamente commercializzabile all’interno di esso.

Vediamo adesso come questo si realizza o viene superato (all’interno della comunità EurAseC e delle nazioni che attualmente lo compongono)

Russia

La Russia fa parte (stato fondatore) della comunità economica euroasiatica (EurAseC) (insieme alla Bielorussia, Kazakhstan; Armenia e Kirghizistan).

Proprio nella fase “costituente” della comunità economica euroasiatica i primi problemi da affrontare furono proprio il superamento delle barriere tariffarie (poche in verità in quanto si trattava tutti di paesi aderenti alla CSI nonché di quelle non tariffarie.

Furono a tal proposito istituite a tal proposito commissioni tecniche che provvidero a scegliere quali accorgimenti ingegneristici, chimici, organolettici ecc. ecc dovessero avere le merci per potere essere immesse nella costituenda comunità euroasiatica.

Le commissioni iniziarono le loro valutazioni basandosi su quelle che erano i regolamenti tecnici nazionali dei singoli stati aggiornandoli ovvero modificandoli in base alle proprie esigenze e integrandoli con le normative europee esistenti che sicuramente assicurano degli standard qualitativi eccellenti.

In questa fase dunque i paesi costituenti hanno abbandonato le singole certificative nazionali (anche se non completamente) a favore di una serie di norme e regolamenti tecnici redatti in una sorta di governance tra gli uffici tecnici dei vari paesi.

Da qui la nascita della normativa EAC con l’adozione, da parte di tutti gli stati aderenti, dei regolamenti tecnici dell’unione euroasiatica comunemente chiamati CU-TR (Custom Union Technical Regulation). Tali tipologie di regolamenti prevedono due forme di riconoscimento della conformità: Dichiarazione di Conformità EAC Certificazione di Conformità EAC.

Come detto in precedenza, non tutte le certificazioni nazionali sono state (almeno nell’immediato) abbandonate a favore delle certificazioni “comunitarie”. In alcuni campi (specialmente in settori ritenuti strategici) sono rimaste in essere le vecchie modalità operative, si pensi ad esempio ai certificati metrologici o certificazioni per attrezzature medicali (anche se recentemente è stata istituita una certificazione comunitaria”) o più propriamente certificazioni di tipo militare.

esportare prodotti comunità euroasiatica

Azeirbajan

La Repubblica dell’Azerbaigian non fa parte della comunità euroasiatica ed ha un suo proprio sistema certificativo fatto da regolamenti e leggi proprie, emanate nel rispetto anche della propria religione (la maggioranza della popolazione è musulmana).

L’ente che norma e regolamenta il rilascio delle certificazioni di conformità in Azerbajian è l’ AZSTAND (http://www.azstand.gov.az) che trova il suo fondamento giuridico in quelle che possono essere definite le leggi “quadro” della regolamentazione tecnica azera:

  • “La legge della Regolamentazione Tecnica della Repubblica dell’Azerbaijan”
  • “Legge sulla standardizzazione dell’Azerbaijan”
  • “Legge sulla protezione dei diritti dei consumatori della repubblica dell’Azerbaijan”

La lista degli standard usati dall’ Azerbaijan possono essere considerati un mix tra gli standard ISO (International Organization for Standardization) e gli standard Gost ereditati e ovviamente rimodernati dalla vecchia Unione Sovietica.

Kazakistan

Il Kazakhstan fa parte della comunità euroasiatica e dunque attua regole comuni concertate con gli attori della comunità Eurasec per l’ingresso delle merci nel proprio territorio.

Una delle domande che sovente viene posta è la seguente: Ma perché la creazione di un sistema di certificazioni univoco è determinante? La risposta è facilmente intuibile osservando la nostra stessa Europa!

Alla base della costituzione di una comunità economica vi è il libero scambio e la libera circolazione delle persone, dei capitali e delle merci.

La libera circolazione delle merci impone la logica che” in qualsiasi punto delle comunità il bene venga prodotto oppure “importato” questo deve avere le caratteristiche predeterminate dalle norme tecniche in modo che una volta entrato nel paese sia liberamente circolante anche negli altri paesi del “circuito”.

Dunque, ad esempio, se un prodotto “a” viene importato in Kazakhstan questo verrà presentato in dogana per lo sdoganamento e la “nazionalizzazione” cioè il pagamento di tasse, dazi (anche queste dovranno essere identici in tutti i paesi della comunità) nonché del pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che nel caso europeo non è purtroppo armonizzato.

Insieme ai documenti amministrativi quali ad esempio fattura, lettera di vettura, C.O. (Certificato di Origine), Packing list o ulteriori documenti che variano generalmente a seconda del tipo di prodotto che si sta importando, occorrerà presentare anche i documenti di conformità ottenuti alle normative della comunità EurAseC.

Senza il documento di conformità non si potrà procedere allo sdoganamento e men che meno, ovviamente, all’immissione in consumo della merce.

Bielorussia

Anche la Bielorussia fa parte della “triade” dei fondatori della comunità economica euroasiatica e dunque anche essa segue l’iter previsto per la Russia e per il Kazakhstan. Anche per vendere o per esportare prodotti in Bielorussia occorre innanzitutto provvedere a certificare (verificare la conformità) dei propri prodotti alla normativa EAC costruendo, progettando o realizzando prodotti (o attrezzature) in conformità a quelli che sono i dettami dei regolamenti tecnici afferenti e, successivamente, richiedere e ottenere il rilascio dei certificati di conformità.

Domanda che frequentemente viene rivolta è: come si ottengono le certificazioni? e qual è la procedura per l’ottenimento? Non esiste ovviamente una procedura univoca, le modalità, le tempistiche e ovviamente anche i costi variano a seconda la tipologia di prodotto che si desidera certificare nonché la destinazione d’uso che esso avrà (il suo impiego pratico).

Ucraina

Anche l’Ucraina in quanto ex paese URSS ricalca per certi versi le normative ex Standard Gost. Il loro certificato di conformità prende il nome di UkrSepro e ricalca come tutti il doppio sistema di certificazione e dichiarazione di conformità. Il rilascio dei certificati è compito degli enti accreditati presso l’Istituto di standardizzazione, certificazione e Informatica (UkrNIISSI)

Uzbekistan

La Legge della Repubblica dell’Uzbekistan “sulla certificazione di prodotti e servizi” è stata emanata nel 28 Dicembre 1993 (N.° 1006-XII). A far data da quell’anno l’Uzbekistan ha adottato il sistema certificativo Gost UZ che prevede il rilascio del certificato di conformità a seguito di visita ispettiva obbligatoria.

Contattaci

Approfondimenti

Modifiche al CU-TR 037

Il 9 novembre nel portale legale dell’EЭК è iniziata la discussione pubblica del progetto di

Share: