Come esportare i prodotti nella comunità economica euroasiatica Eurasec

Cosa fare per esportare i prodotti nella comunità Euroasiatica in Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Azerbajan, Uzbekistan? Che tipo di certificazioni servono, cos’è il marchio EAC e cosa devono fare le aziende italiane per esportare i prodotti nella comunità euroasiatica?

Nell’articolo vedremo la differenza fra la vendita comunitaria e la vendita extra comunitaria per le aziende che italiane che esportano all’estero e tratteremo i seguenti temi:

  • come esportare prodotti in Russia
  • come esportare i prodotti in Kazakhstan
  • come esportare prodotti in Bielorussia
  • come esportare prodotti in Arzebajan
  • come esportare prodotti in Uzbekistan

La vendita dei prodotti in uno dei tanti mercati esteri, in una epoca di globalizzazione come la nostra,
riveste una importanza primaria nella competitività dell’azienda nonché nella crescita del suo fatturato ma anche, più o meno direttamente, per la nazione dove risiede l’azienda esportatrice.

Rappresenta invece, dall’altro lato, un grosso pericolo (visto sotto un’ottica meramente protezionistica) sia per le aziende che per lo stato importatore.


Da un punto di vista prettamente tecnico le aziende italiane che cedono prodotti all’estero, possono
realizzare due tipi di vendita tra loro profondamente differenti in quanto a modalità e adempimenti:

  • Vendita Comunitaria
  • Vendita Extracomunitaria


Si definisce e si realizza una vendita comunitaria (Cessione Intracomunitaria) allorquando si effettuano delle vendite (cessioni) di beni a titolo oneroso nell’ambito di uno dei qualsiasi stai facenti parte della comunità economia europea.

Da un punto di vista fiscale queste cessioni di beni effettuate da operatori italiani nei confronti di operatori comunitari sono considerate “non imponibili” IVA. Il nostro venditore italiano emetterà una fattura con il valore del bene ad eccezione dell’applicazione dell’IVA (appunto non imponibile) in quanto a queste cessioni è applicabile il regime di tassazione nello Stato UE di destinazione dei beni oggetto dell’operazione. A prevedere questo tipo di territorialità ai fini IVA è l’articolo 41, comma
1, lettera a), del D.L. n. 331/93.
Esempio: la vendita di 100 paia di scarpe da parte di una azienda italiana ad una azienda tedesca,
costituisce (per la parte venditrice) una cessione intracomunitaria e questa provvederà ad emettere fattura non imponibile IVA, mentre per l’azienda tedesca, la stessa operazione verrà definita come acquisto intracomunitario e l’operazione, ai fini IVA, sarà territorialmente rilevante in Germania.
Sostanzialmente, una volta individuata la rilevanza territoriale dell’IVA per entrambi i soggetti gli
adempimenti sono di fatto finiti (ad eccezione della presentazione del modulo Intrastat).

esportare prodotti comunità euroasiatica


Come esportare i prodotti in Russia


Il secondo caso è invece quello che ci interessa più da vicino, in quanto la Russia non fa parte della
comunità economia europea
. Le nostre aziende, dunque, allorquando effettuano una cessione di beni ad una azienda russa realizzeranno una vendita extra-comunitaria andando incontro a una serie adempimenti e obblighi tipici delle vendite in paesi che hanno un proprio sistema doganale che controlla l’importazione di merci nel proprio territorio. La prima differenza che si evince immediatamente consta nell’obbligo di presentare la merce oggetto della vendita in un punto doganale (secondo quanto concordato nei termini di vendita dai codici Incoterm) per le procedure di sdoganamento per l’esportazione.

In ottemperanza a quanto previsto dalla legge per gli adempimenti fiscali, l’azienda italiana venditrice
emetterà fattura con dicitura “Non Imponibile” ma cambierà l’articolo di non imponibilità rispetto alla
vendita intracomunitaria e dovrà indicare nel caso di cessione di beni l’art. 8 Comma 1 lettera a – DPR
633/72.


Sempre l’azienda esportatrice dovrà rivolgersi ad uno spedizioniere doganale o ad una casa di trasporti la quale provvederà all’espletamento delle pratiche burocratiche per l’emissione della bolla di esportazione (Mod. EX1) che la ditta successivamente riceverà insieme al visto uscire dalla comunità e dovrà conservare accuratamente.

Nel modello EX1 verranno indicati i dati più importanti che contraddistinguono la vendita tra i due soggetti quali ad esempio: Denominazione Acquirente, Valore della merce, codice iconterm di resa, codice doganale (codice HS), descrizione commerciale, origine della merce, dogana di destinazione e molte altre informazioni rilevanti ai fini statistico-doganali.
Una volta completata la procedura di esportazione il trasportatore prenderà in carico tutti i documenti
prodotti e procederà al trasporto della merce portandola sino alla dogana (nel nostro caso russa) indicata come dogana di destinazione. Il destinatario (ditta acquirente) dovrà a sua volta fare una operazione praticamente speculare a quella fatta dalla ditta venditrice.
Incaricherà uno spedizioniere doganale (che in Russia prendono il nome di Broker doganali) che si
occuperanno di presentare la merce e i documenti richiesti in dogana al fine di procedere all’importazione dei prodotti.
I documenti che dovranno essere presentati variano, ovviamente, in relazione alla “tipologia dei prodotti
che si stanno importando nel territorio della Federazione Russa”.

Il documento idoneo ad attestare la definitiva importazione della merce in territorio russo, ai sensi
dell’art.17 del Reg. Ce 612/2009, è la dichiarazione doganale – tipo Dau – (Gruzovaya Tamozhennaya
Deklaratsiya GTD), la quale deve riportare il codice Im 4 nella casella 1, e il codice 4000 o 40 seguito da
qualsiasi coppia di numeri, nella casella 37.


Come esportare i prodotti in Kazakhstan


Anche in questo caso dunque la situazione si prospetta completamente diversa dalla vendita comunitaria; se nella vendita comunitaria si operava all’interno di una serie di regole comuni e che dunque erano sicuramente soddisfatte già in partenza, nelle vendite verso il Kazakhstan o verso la Russia (o più in generale verso qualsiasi stato “terzo”) l’omogeneità delle regole non sussiste e dunque sarà compito del venditore preparare un set di documenti (generalmente concertati con l’acquirente) tali da poter agevolare il proprio cliente all’atto della importazione.


Un classico esempio sono proprio le certificazioni di conformità della merce. Nell’ambito CEE non c’è
nessuna necessita di preoccuparci in quanto il sistema regolatorio è lo stesso ma, qualsiasi cosa spedita in Kazakhstan o in Russia in qualsiasi stato membro della comunità euroasiatica) dovrà essere accompagnata da un documento che ne riconosca la conformità alle norme tecniche e di sicurezza richieste al fine di garantire la qualità e la salute dei propri cittadini evitando l’importazione di prodotti di scarsa qualità e/o nocivi per le persone.


Come esportare i prodotti in Bielorussia


Quanto sopra descritto si applica integralmente anche alle importazioni di merci nel territorio della
Repubblica Bielorussa. Anche quello che segue è ugualmente applicabile a tutte le importazioni da paesi
terzi secondo le specifiche nazionali. Pur non potendo stilare una lista esaustiva dei documenti da
presentare per lo svolgimento delle operazioni doganali possiamo comunque indicare quei documenti che nel 90% dei casi sono da presentare e più precisamente:

  • Copia della fattura di Vendita (che dovrà essere in lingua inglese) dove vi sarà una descrizione completa dei prodotti;
  • Packing list (anch’esso in lingua inglese) dove verranno elencati i colli con i pesi (lordi e netti)
  • Certificazioni di Conformità EAC (in alcuni casi certificazione Gost)
  • Manuale di uso e manutenzione in lingua russa (se si tratta di macchinari, apparecchiature e attrezzature)
  • Passaporto tecnico in lingua russa (se si tratta di macchinari, apparecchiature e attrezzature)
    Certificato di origine (Frequentemente).


E’ prassi, almeno per noi, consigliare di verificare con il proprio cliente sia il codice doganale da inserire in
fattura sia il valore della merce.


Una volta raccolti tutti i documenti richiesti il broker doganale presenterà tutta la documentazione in
dogana la quale potrà decidere di richiedere altri documenti oppure ritenere adeguati quelli in proprio
possesso e ritenere la merce “conforme”. Una volta espletate tutte le formalità verrà rilasciato il “gemello
allo specchio” della bolla di esportazione la “bolla di importazione” (Mod IM) ed anche lì verranno elencati una serie di dati rilevanti ai fini fiscali (quantità della merce, imponibile IVA, costo del trasporto, dazi e altre informazioni.


Come esportare i prodotti in Azerbaigian


Anche per le esportazioni verso l’Azerbaigian valgono di fatto i principi sopra enunciati ad eccezione dei
documenti di conformità che nel caso di Russia, Bielorussia e Kazakhstan sono coincidenti in quanto facente parte della comunità Eurasec, mentre nel caso di vendite allo stato Azero i documenti e le normative attestanti la conformità delle merci sono dettate dall’ente di normazione AZSTAND.


Come esportare i prodotti in Uzbekistan


L’Uzbekistan (cosi come l’Azerbaigian) pur avendo un proprio sistema doganale e certificativo è anche uno dei paesi per i quali esiste la cosiddetta e un’informazione certa. L’art.17 par.1 del Reg. Ce 612/2009,
relativo alla prova dell’espletamento delle formalità doganali, prevede che l’esportatore possa
documentare l’importazione definitiva della merce nel paese terzo con una copia o fotocopia del
documento doganale o una stampa delle informazioni equivalenti registrate per via elettronica dall’autorità doganale competente; la copia, la fotocopia o la stampa devono essere debitamente certificati conformi.
Una volta ottenuto questo documento il trasportatore può finalmente consegnare la merce all’acquirente
insieme a tutti i documenti che sono stati prodotti.
La stessa procedura si applica a tutti i paesi facenti parte dell’aria CSI (comunità degli stati indipendenti)

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